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* LA GRANDE GUERRA * |
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| Il 28 giugno 1914 a Sarajevo l’arciduca Francesco Ferdinando d’Absburgo, erede al trono, e la moglie furono assassinati in un attentato preparato dai serbi. L’Austria sicura dell’appoggio della Germania, diede un ultimatum di 48 ore alla Serbia che prevedeva la rinuncia della loro indipendenza. Al rifiuto della Serbia, l’Austria iniziò il conflitto il 28 luglio 1914. Nel giro di un mese il conflitto si estese in tutta Europa con Russia e Francia contro l’Austria e Germania. Dopo numerosi tentativi diplomatici inconcludenti, anche l’Inghilterra dovette intervenire a fianco dell’Intesa Franco Russa. L’Italia il 3 agosto 1914 dichiarò la sua neutralità in quanto l’Austria non l’aveva consultata prima di avviare il conflitto come previsto dall’accordo della Triplice Intesa. L’Italia libera dal vincolo della Triplice Intesa, aveva già chiesto all’Austria il Trentino Alto Adige e la Venezia Giulia in cambio della sua neutralità. L’Austria infastidita rifiutò. Allora il 26 aprile 1915 l’Italia sigla il Patto di Londra col quale poteva annettersi le terre reclamate all’Austria ed altri territori minori in caso di vittoria, purché dichiari guerra entro maggio. In Italia si erano delineati due schieramenti : uno neutralista con la possibilità di negoziazione per la sua neutralità sostenuta dai cattolici sensibili alla posizione pacifista della Santa Sede, e dai socialisti sotto l'influenza dell'internazionalismo proletario oltre ad un certo numero di liberali che puntavano molto sulla negoziazione; l'altro interventista al fianco della Francia e Gran Bretagna con numerosi sostenitori tra le fila degli nazionalisti, irridentisti e liberali che anteponevano la liberazione delle "terre irredente" alle ragioni politiche. Il socialismo era diventato un movimento di protesta importante e vennero praticati degli scioperi generali. Col congresso di Ancona nel marzo 1914 i socialisti divennero ancora più irrequieti e si distinse il giovane Benito Mussolini tra i più |
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attivi sostenitori. A causa della morte di tre dimostranti socialisti durante manifestazioni antimilitariste e contro il carovita, vi fu una "Settimana Rossa" dal 7 giugno 1914 con scioperi e manifestazioni movimentate. Le regioni più attive furono le Romagne e le Marche dove il movimento socialista era guidato da Enrico Malatesta, Benito Mussolini e Pietro Nenni. Mussolini divenuto direttore del giornale socialista Avanti il 1° dicembre 1912, si trasferì a Milano e cambiò in seguito idea divenendo interventista ed entrando in forte polemica col compagno Claudio Treves. Mussolini contestava la "neutralità attiva e operante" propagandata dai socialisti, ritenendolo un paradosso, un'ambiguità travestita da intransigenza; un imbroglio nell'immobilismo che cela semplicemente viltà. Quindi durante la riunione dell'assemblea della sezione del partito socialista di Milano, il 24 novembre 1914, Mussolini venne espulso dal movimento socialista. Abbandonato il giornale Avanti, Mussolini fondò il quotidiano " Il Popolo D'Italia" che uscì a novembre del 1914. Poco dopo Mussolini fonda il movimento dei "fasci di azione rivoluzionaria" che appoggiava la guerra contro gli imperi centrali. | FRANCESCO BARACCA.JPG |
Il 3 maggio l'Italia si stacca dalla Triplice Alleanza essendo fallite ogni tentativo di accordo con L'Austria malgrado l'assiduo impegno di Giolitti. Nel governo i neutralisti continuarono a protestare vivacemente mentre diversi intellettuali come D'Annunzio furono ferventi interventisti. Il capo del governo Salandra subentrato a Giolitti, interventista, giunse il 13 maggio a presentare le dimissioni per l'indugiare ad entrare nel conflitto. La necessità di entrare in guerra era considerato dal Salandra un "sacro egoismo" poichè si conciliavano gli ideali ad interessi specifici. In realtà l'Italia doveva completare il processo di riunificazione, ma doveva acquisire anche un posto al fianco delle grandi potenze come la Gran Bretagna e la Francia, per poter realizzare la propria politica coloniale ritenuta indispensabile per risollevare le sorti economiche del paese. Inoltre era un'opportunità irripetibile di porre fine all'Impero Austro - Ungarico. Gli Absburgo nutrirono sempre forti diffidenze sull'Italia e la sua presenza nella Triplice Intesa. Il Re respinse le dimissioni del Salandra e comandò la mobilitazione generale seguita il 24 maggio dalla dichiarazione di guerra all'Austria. L'Esercito Italiano varcò il confine orientale al comando del Generale Luigi Cadorna tra il 23 ed il 24 maggio. |
PROCLAMA DEL RE VITTORIO EMANUELE III SOLDATI DI TERRA E DI MARE ! L'ORA SOLENNE DELLE RIVENDICAZIONI NAZIONALI È SUONATA. SEGUENDO L'ESEMPIO DEL MIO GRANDE AVO, ASSUMO OGGI IL COMANDO SUPREMO DELLE FORZE DI TERRA E DI MARE CON SICURA FEDE NELLA VITTORIA CHE IL NOSTRO VALORE, LA VOSTRA ABNEGAZIONE, LA VOSTRA DISCIPLINA SAPRANNO CONSEGUIRE. IL NEMICO CHE VI ACCINGETE A COMBATTERE È AGGUERRITO E DEGNO DI VOI. FAVORITO DAL TERRENO E DAI SAPIENTI APPRESTAMENTI DELL'ARTE, EGLI VI OPPORRÀ TENACE RESISTENZA. MA IL VOSTRO INDOMITO SLANCIO SAPRÀ DI CERTO SUPERARLA. SOLDATI ! A VOI LA GLORIA DI PIANTARE IL TRICOLORE D'ITALIA SUI TERMINI SACRI CHE LA NATURA POSE A CONFINI DELLA PATRIA NOSTRA. A VOI LA GLORIA DI COMPIERE, FINALMENTE, L'OPERA CON TANTO EROISMO INIZIATA DAI NOSTRI PADRI GRAN QUARTIERE GENERALE XXIV MAGGIO VITTORIO EMANUELE |
Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiara guerra all’Austria. Nei primi mesi di guerra sino all’inizio del 1916 con le prime 5 battaglie dell’Isonzo, si ottenne un arretramento delle linee austriache dal basso Isonzo sino alla prima linea del Carso. Era una guerra di trincea con un quotidiano tributo di sangue senza cambiamenti apprezzabili. Tra il 15 e il 24 maggio 1916 avvenne una controffensiva austriaca nel Trentino, da loro chiamata la “ Spedizione Punitiva “, che con grossi sacrifici gli italiani riuscirono a contenere pur arretrando la linea di difesa. Seguirono altre sei battaglie dell’Isonzo col miglioramento generale delle posizioni italiane e la conquista di Gorizia il 9 agosto 1916. Il 28 agosto 1916 l’Italia dichiara guerra alla Germania. L'Italia aveva conquistato il Vodice e preso la Bainsizza e il Monte Santo. Era il settembre del 1917. In rosa, nella pianta, sono evidenziate il Trentino Alto Adige e l'Istria con Trieste e Gorizia. |
In un'Europa infiammata con violenti scontri sia sul fronte franco - tedesco che quello orientale, avvennero delle vere e proprie carneficine. Le forze anglo francesi del fronte occidentale ingaggiarono delle offensive e controffensive con quelle tedesche che spostarono di continuo le prime linee di qualche decina di chilometri senza benefici particolari. Il 21 febbraio del 1916 il Capo di Stato Maggiore tedesco Falkenhayn lancia un'imponente offensiva alla fortificazione di Verdun che si protrasse per mesi grazie alla strenua difesa dei francesi. Il 1° luglio gli inglesi iniziarono la battaglia della Somme per alleggerire l'assedio a Verdun. Il 15 settembre alle Somme, i britannici utilizzano per le prima volta nella storia 50 carri armati Mark I; ma bisogna aspettare il 20 novembre 1917 a Cambrai per vedere un uso appropriato dei carri armati, quando dopo un cannoneggiamento di mille cannoni, ben 381 carri armati penetrarono per 5 chilometri le trincee tedesche seguiti dalla fanteria. Questi 381 carri armati erano poco affidabili infatti ben 141 si fermarono presto per dei guasti. Alla fine del 1916 le battaglie di Verdun e la Somme si risolsero in un nulla di fatto ma morirono un milione e settecentomila soldati, dei quali 500.000 francesi, 400.000 inglesi e 800.000 tedeschi. Essendo gli anglo francesi superiori numericamente in forze in tutti i settori e armi, l'unico effetto di queste battaglie fu quello di logorare le forze tedesche. Le aviazioni francese e britannica mantennero sempre una netta supremazia numerica di aeroplani rispetto alla Germania (vedere storia dell'aeronautica militare italiana). Gli incrociatori della marina tedesca subìrono una sconfitta nel gennaio 1915 a Dogger Bank. ma fu nella battaglia dello Jutland nel Mare del Nord, chiamata dello Skagettak dai tedeschi, che tra il 31 maggio ed il 1° giugno avvenne il più imponente scontro della storia fra corazzate, quelle delle flotte inglesi e tedesche. Entrambe le flotte persero diverse navi ma furono gli inglesi a perdere l'occasione di travolgere i tedeschi. La flotta tedesca non affronterà più in mare aperto quella inglese che mantenne il blocco navale. La flotta Austro - Ungarica rimase bloccata nei suoi porti dopo sterili operazioni e importanti perdite inflitte dagli italiani. Nella guerra sottomarina la Germania mantenne una certa supremazia e provocò ingenti danni agli Alleati avendo dichiarato che tutte le navi, comprese quelle mercantili, anche neutrali, dirette verso porti alleati sarebbero state attaccate senza preavviso. Questo e il tentativo dei tedeschi di coinvolgere il Messico nel conflitto, convinse gli Stati Uniti ad entrare in guerra contro la Germania il 6 aprile 1917 e contro l'Austria - Ungheria il 7 dicembre 1917. Nel frattempo in Russia il 27 febbraio 1917 era iniziata la Rivoluzione Russa che esplose ad ottobre con l'uccisione dello Zar e di tutta la sua famiglia. La Russia rinuncia a continuare la guerra e chiede un trattato di pace : il trattato di Brest - Litovsk del 3 marzo 1917. Non più impegnate sul fronte orientale, la Germania e l’Austria concentrarono poderose truppe che lanciarono contro le linee italiane provocando la pesante disfatta italiana a Cividale e a Caporetto il 24 ottobre 1917. Vi fu l’arretramento di tutta la linea italiana che si attestò lungo il Grappa, Piave e Montello. Nel frattempo il conflitto stava coinvolgendo sempre più nazioni come la Turchia. Il generale Armando Diaz assunse il Comando Supremo che era stato del gen. Cadorna, furono inserite truppe con soldati molto giovani, si rinforzarono gli armamenti. L’Aviazione diede il suo contributo col grande sacrificio dei suoi piloti. Il più famoso pilota fu Francesco Baracca con 34 aeroplani nemici abbattuti prima di perdere la vita sui cieli di Montello colpito dal fuoco di terra. In Marina grande soddisfazione per l’affondamento da parte dei MAS delle corazzate austriache Wien a Trieste e poi della Szent Istven (Santo Stefano) il 10 giugno 1918 nei pressi di Premuda; prodezza del MAS 15 al comando di Luigi Rizzo. Infine il 2 novembre i MAS di Paolucci e Rossetti affondarono l’ammiraglia Viribus Unitis. La Germania tenta un'ultima possibilità prima dell'arrivo di truppe e mezzi freschi americani e rinforzi da tutte le colonie inglesi e francesi. I tedeschi riescono a sfondare in diversi punti le linee anglo - francesi tra Arras e La Fére, penetrando per quasi 70 chilometri. Altre offensive tedesche nelle Fiandre, a Montdidier, sulle Aisne e sullo Chemin des Dames. Gli Alleati hanno ripiegato ordinatamente, ma le forze tedesche sono ormai logore malgrado questi successi. Con una netta superiorità di mezzi, di uomini e rifornimenti, parte l'offensiva europea alleata che sfonda la linea tedesca nella battaglia di Amiens. I tedeschi non saranno più in grado di fermare gli Alleati. Il 14 settembre gli Alleati sfondano il fronte bulgaro ed il 29 settembre 1918 la Bulgaria chiede l'armistizio. Così si completa l'isolamento della Germania che rimane senza rifornimenti e con le forze esauste. Esplodono le rivolte sociali che costringono l'Imperatore Guglielmo II ad andarsene. Il 9 novembre viene proclamata la repubblica in Germania e l'11 novembre la resa agli Alleati. L'offensiva austriaca nella Battaglia del Solstizio cercò di sfondare la linea sull'altipiano di Asiago e sul Grappa e in più punti del Piave nel giugno del 1918. Il tentativo fallì completamente e incominciò l'Impero Asburgico a disgregarsi dall'interno con le varie rivendicazioni nazionali dei popoli racchiusi nell'impero come quello ungherese o serbo. L’Esercito Italiano dopo una strenua difesa della linea, predispose una controffensiva ed ottenne una grande sofferta vittoria : la vittoria del Piave il 24 ottobre 1918 seguita dalla disfatta austriaca a Vittorio Veneto il 30 ottobre. |
G 024.JPG TRIESTE (Immagini pagina AV.It ) | |
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